Pagina:Il cavallarizzo.djvu/101

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DEL CAVALLARIZZO

te. Dico adunque, che quando volete far strigliare i cavalli, del qual strigliare ne furono inventori i popoli Peletronij così anco del mettergli il ordine secondo che quell’età conportava; devete fargli voltare con la testa alle colonne della stalla, & l’estate deveno essere strigliati di fuori sotto le loggie, ch’io dissi, legati à quelli anelli, benche meglio sarebbe usargli à questo sciolti, col medesim’ordine però, che nella stalla se gli conviene. Nel qual tempo, in una stalla di quarant’otto cavalli deveriano essere almeno due garzoni principali sotto nome di baccallarij, che non havessino à far altro che spazzar & ordinar la stalla. Come à lungo di dirà di sotto. Voltati adunque i cavalli con le teste alle colonne, deve il garzone con una pannatora di lana, over di peli, appannar bene tutto il capo del cavallo, & dipoi palmeggiarlo, & massime sopra le garze over mascelle, & con sponga bagnata in acqua fresca lavarli gl’occhi & tutto il capo se sarà grasso, & se il cavallo sarà giovine & poledro, ritornando poi ad appannarlo un’altra volta; & dipoi metterli il suo filetto, & legandolo da una colonna all’altra in modo che stia giusto nel mezzo della sua posta, & con la testa alta bastevolmente, deve appannargli anco tutto il resto del corpo, & dipoi strigliarlo tutto dalla testa, gambe, & filo della schena infuori; la qual dev’esser netta, & maneggiata con le mani, & con pannatore con destrezza. Devesi ancora strigliati che sono, et appannati, strofinare over stroppicciare con paglia ben ristretta & rivolta insieme, & dipoi palmeggiare. Perche il palmeggiarli non men giova à farli bello il pelo, che à farli buona complessione, & carni grasse & sode. Et quest’uso del palmeggiare & fregare i cavalli con la palma della mano era antichissimo, & utilissimo. Dipoi di havergli palmeggiati se gli deve appannar tutto il corpo un’altra volta, & le gambe massime; & in quei luoghi spetialmente delle pastore, dove ben spesso per poltronaria de’ servitori, & negligenza del mastro di stalla suol nascere rogna, & altro male. Dipoi si deveno pettinare destramente; accioche i crini non si strappano & rompano; & lavargli la coda; e l’unghie. E se anco i crini si bagnaranno non mi curo: ma il ciuffo per niente vorrei che si bagnasse. Et in questo non son con Xenofonte che vuol che se li lavi. Perche essendo luogo tropp’atto & soggetto à ricevere le humidità del freddo, il cavallo ne potrebbe incorrere in qualche ciamorro, & altro male. Vuole anco il suddetto auttore che non se li lavino i luoghi glabri, senza peli, troppo spesso, al che assento ancor io. E’ ben vero che la borsa, & genitali deveno essere lavate almen due volte la settimana, con vino, over lisca, perche con questo si vengano non solamente à nettare, ma à confortare & diseccare le humidezze, che in quelle parti correno. Et ben spesso accade che quando la borsa del cavallo non è netta, così i genitali, difficilmente orina; & le bruttezze in simili luoghi generano prurito, e fanno che’l cavallo sovente si gratti,