Pagina:Il cavallarizzo.djvu/117

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DEL CAVALLARIZZO

valca. Deve anco havere un mezzo anello di corda avanti all’arcion dinanzi; per potervi mettere le corde del capezzone nel principio quando si scapezza il poledro, & dui altri mezz’anelli pur di corda, uno da una banda, & l’altro dall’altra mezzo palmo discosti dal primo per potersene valere il cavalcatore nel bisogno. La qual bardella io lodarei si mettesse piacevolmente al poledro delle prime volte in fuora, col gropperino, & pettorale che fosse tondo, & schietto; perche giovarebbe in molte cose & massime nel saltare, & levarsi dinanti del poledro, & nelle salite farebbe che la bardella staria più giusta nel suo dosso. Dipoi se gli dee mettere il suo capezzone di corda, over di ferro: ma nel principio lo lodarei di corda, perche sdegnarebbe assai meno il poledro, & da quattro ò sei volte in su se li deve mettere di ferro, se non gli è stato posto prima. Nondimeno anco in questo si dee provedere secondo che si vede la natura, & qualità del poledro. Et così la sella come la bardella dev’esser posta giusta sul dorso del cavallo. Il quale essendo lunga dalla mano innanzi & curto di schena si deve mettere un poco più innanzi dell’ordinario. Ne sarà male, che sempre pecchi più tosto in questo, che altrimente. Sarà ben anco che à poledri si cinga il sopracigno alquando lento più presto, che stretto fuor d’ordine: che così lo sopporterà piu volentieri; & assuefarassi à quello. Inventore della bardella, e del capezzone dicano alcuni che fu Nettuno Dio del mare: & favoriscano questa chimera con un’altra maggiore di non so che tridente per la bachetta, e ale per le corde del capezzone; io nondimeno son di parere con i più eccellenti scrittori, che così come anco de i freni, e del mettere ad ordine il cavallo così anco della bardella, & delle barde ne fosseno inventori i Lapiti Peletronij popolo di Thesaglia: come anco furono del cavalcare & domar cavalli, per ben che non ne fossero inventori nel modo c’hora noi usiamo, ma solo così grossamente, e come dicano alla carlona, & veramente che gl’usi vanno sempre ammegliorando nelle arti. Et per questo si vede che hoggidì non solamente i cavalli si mettono meglio in ordine da guerra, e da pompe & feste, che anticamente non si facevano; ma gl’huomini ancora vestono assai meglio, & assai meglio si cavalca hoggi ancora che per tanti secoli andati non si faceva, di laude dignissimi sono però i primi inventori delle cose: & più anco assai di quelli che aggiungano alcuna cosa alle ritrovate. Perche è agevole veramente alle cose ritrovate aggiungere, ma difficil molto à ritrovarle. Et basti.


Cap. 48. Dell'officio del mastro di stalla, e de i cavalcatori, & baccalarij.


Parmi conveniente, che prima, ch’io chiuda il primo libro parli quanto bisogna succintamente dell’officio del mastro di stalla, e de’ cavalcatori;