Pagina:Il cavallarizzo.djvu/134

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LIBRO SECONDO 65

Cap. 6. Come si dee seguitare nelle lettioni ordinarie il poledro


Ho fatto così lunga digressione in questi tre modi di ammaestrar il cavallo per dimostrare, che se ben l’uso d’hoggi è di fare il cavallo in due ruote, dalle quali uscendosi, si va à parare per dritto, lontano da quelle un giusto repelone; & ivi in una sol ruota far quello, che noi volgiamo, à cavalli principianti massime, & che non sanno si faccia in tre; si può fa anco il cavallo in altre guise, & modi. Che non si va à Roma, sol per un sentiero. Ne anco à tutti è concesso l’ire a Corinto. Pigli mò il lettore, & il cavaliere quella via, che più ghi aggrada, e che più gli parerà migliore, più facile, & presta per condurre il suo cavallo à perfettione. Hor ritornando alle lettioni donde noi lasciamo il poledro, vi dico, che di poiche lo havrete ridutto à sicurezza buona, e che intenda bene le ruote grandi, & piccole, & va in canone, lo devete trottare, prima che’ntriate nelle ruote, per dritto in una maesa quanto saria una piccola carriera, nel capo della quale lo dovete parare pian piano; di modo che venghi à fermarsi da se à se. Perche in questo modo, & massime se tenerete le corde del capezzone ugualmente tirate, verrà col collo più giusto; & con la testa più ferma. Et in questo lo continuarete tanto, che vi parà, che sia ben fermo, & giusto nel parare. Usando nelle sopradette lettioni di batterlo manco, che sia possibile. Ma se non parasse per dritto, & giusto, come si deve, voi all’hora senza girarlo all’altro capo della carriera, devete cacciarlo innanzi mezzo repelone, et tornare a pararlo, aiutandolo, come si deve con la mano del capezzone più che con altro, e tirarlo così al segno: che ben parerà per dritto, & se aggiusterà; e se non così bene in quel luogo; nell’altro più innanzi; e nell’altro vi riuscirà migliore. Et lo havrete più presto, & meglio con la patientia in questo, & in ogn’altra cosa, che vorrete da lui, che con altro. Dipoi potrete andarvene alle lettioni solite nelle quali lo havrete essercitato, & ivi travagliarlo tanto che basti. Raccomandandovi però, che sempre debbiate lasciare il vostro cavallo in buona lena, & nella sua buona volontà. Che in questo modo non vi si ributerà mai cavallo & sempre lo mantenerete sano. Nondimeno se’l cavallo vi facesse disordine sotto, devete tanto sollecitarlo, & travagliarlo, fin che vediate, che faccia bene, quello, che da lui desiderate. Come sarebbe à dire, se non parasse giusto, & con la testa ferma, & posta al suo devere, voi devete tanto nel parare sollecitarlo, che venghi à farlo come si conviene all’essere suo. Il medesimo dico di tutte l’altre lettioni, che se gl’appartengono. Perche altrimenti facendo, saria error grande, & incorrerete nel contrario di quello, che desiderate dal cavallo.