Pagina:Il cavallarizzo.djvu/146

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LIBRO SECONDO 71

una, & à più pesate. Nelle quali subito, che lo havrete, accarezzatelo al solito. Ma per haverlo alle pesate, ci sono altri modi ancora, & si possono insegnare in altri terreni, come sarebbe nel solco dritto di una maesa: & anco in strade piane, tenendo gl’ordini però medesimi: & in un fosso cupo, & largo una mezza canna, & lungo quanto saria un repelone almeno; il che gioverebbe assai al cavalcatore non molto perito, & essercitato nel cavalcare. Nelle pesate lo devete asuefare per alcuni giorni, non lasciando però le vostre lettioni ordinarie. Ma come saprà bene accomodarsi in quelle & che non solo sul passo, ma sul trotto le farà volentieri, accioche non si fermi in quelle, che ben spesso lo sogliono fare i poledri, l’usarete al lungo d’una carera honesta; dove andando di passo i dui terzi nel resto lo rimetterete di trotto furioso, & come siete vicino al fine, cominciarete, tirandoli un poco le redine, à inanimarlo con la voce, & anco ad aiutarlo con la bachetta pian piano su quella spalla, che vi sarà più commoda al battere: & che più havrà bisogno di tale aiuto. Non vorrei, se fosse possibile, nel darli queste pesate, che usaste molto i sproni. Eccetto però se’l cavallo non fosse pigro, duro, e freddo; al quale vi è concesso poterlo affiancare di speron pari; per la sua gravezza, poltronaria, e durezza; per sullevarlo à quello, che voi volete. Ma quando debbiate dare i sproni al cavallo io non ve l’ho detto ancora, per havervelo à dire al luogo proprio. Hor perche i cavalli giovani imparano facilmente le pesate, & di poi che le hanno imparate le fanno volentieri, parendoli, che come le hanno fatte, non habbino à far altro: & che battuti per questo col sprone: non habbino se non à fermarsi & pesarsi, si fermano bene spesso à farle contra il voler del cavalcatore; & in luogo dove non si richiede; & le fanno anco più alte di quello non si conviene. Però lasciarete stare il sprone più che potete; similmente quelle polpe di gambe, che fanno bruttissimo vedere à menarle tanto per far questo: & nel corvettare, & parare massime: dove si deve dimostrare saldezza & dispositione, & fermezza; & vi riusciranno ancor meglio, & con più gratia assai. Perche in tutti i luoghi dove voi vorrete, anco da fermo à fermo, col solo aiuto della bachetta, e della voce, & con inalzar alquanto la man della briglia verrà à spesolarsi, & à farle come vorrete. Et anco, che la voce, & i sproni, si debbiamo usare quando nel principio se l’imparano, tuttavia à me pare, che l’uno, e l’altro se li vadi togliendo più che si può. Perchè non sta bene, oltra quello che s’è detto, in presentia d’ognuno usar sempre tanti artifitij, e tante affetationi, auante hoggidì si usano da molti. A noi basterà dunque usarci, di poi, che le saprà ben fare, un poco d’aiuto di man di briglia, accompagnato con la destra altetta nella redine: & con voce sommessa, acuta & presta, come à quelle si conviene, se il cavallo si volesse fermare à farle dove voi non voleste, il rimedio è, di cacciarlo innanzi con debito castigo,