Pagina:Il cavallarizzo.djvu/148

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LIBRO SECONDO 72

per dritto à modo di repelone, ne alle volte raddoppiate, ne tante tante da fermo à fermo; nondimeno quando nel raddoppiare si facessino con questa mira di ritirar poi il cavallo alla prestezza, & determinatione del vero raddoppiare le lodarei. Et non sia chi pensi, che’l raddoppiar à corvette sia più difficile, e di più bella vista, che il raddoppiar senza pausa, presto e determinato, che s’ingannarebbe forte, percioche al raddoppiar à corvette ogni cavallo viene volentieri, & lo fa bene, per pigliarci piu fiato, e tempo, ma à quell’altro non può venirci se non è di più forza, e di migliore determinatione, dove li bisogna ritener più il fiato, & unir molto più la forza della schena, la durezza del collo, & la fermezza della bocca. Hor una cosa vi vo dire, e la trovarete verissima, che come havrete il cavallo al corvettare innanzi, facilmente lo havrete al corvettare da fermo à fermo, & ad ogn’altra guisa. Resta ch’io vi dichi perch’e s’addimandino corvette, & perche pesate, e dell’utile, e del danno che recano. E brevemente dico, che corvetta si dice dal corvo, quando ch’egli è in terra, & va così à slatetti innanzi. Pesate dal pesarsi, che fa il cavallo in quello alzarsi dinanzi. E può venire questo nome di pesata dal verbo peso. Perche quella cosa che noi pesiamo, per conoscer di che valore sia, si può addimandare cosa pesata. Così anco per metafora, & somiglianza si può dire, che quel cosi giustamente levarsi di terra con li bracci piegati, come si conviene, & non molt’alto che fa il cavallo si addimandi pesarsi, e da qui poi la cosa in se chiamarsi pesata. Per la quale venete à conoscere l’utile suo, conoscendo per quella l’obbedienza, & in un certo modo il valor d’esso. Ma, si dice anche posata, dal levarsi, che fa, & poi posarsi in terra giusto, & fermo, quasi riposarsi. Et anticamente si diceva orsata, da quel levarsi da terra, che fa l’orso. Et è vero, che gl’antichi, & molto rimoti da i tempi nostri, usavano molto, & parea lor assai bello, il far levar i cavalli in modo dinanzi, che s’havesse potuto veder da i circostanti, tutto il ventre, e i genitali ancora. & bene spesso così così alzati, & per così dire così inalborati, farli caminare due & tre passi innanzi à guisa d’orso. Ma hora, che si puo dire, che veramente havemo la ver’arte del cavalcare, & il vero giuditio, sarebbe molto brutto, & biasimevole. Hor l’utile sì delle pesate, come delle corvette è questo, che per esse venete à conoscere, come ho già detto, di che obedienza, di che leggierezza, & in vero alleggieriscono pur assai il cavallo e di che valore sia. Ma il danno certo è maggiore nelle guerre, negli steccati, & ne’ torneamenti, & anco nè giuochi di canne, e caroselli, come si vedde in un torneo in Roma e nel giuoco de caroselli che molti cavalieri prodi, & valorosi feceno pomposamente i cavalli d’alcuni de’ quali prima, che si voltasseno per essere tanto assuefatti al pesarsi, & corvettare, e di gratia, essendoli anco l’avversario sopra ad offenderli