Pagina:Il cavallarizzo.djvu/154

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LIBRO SECONDO 75

che sorte si vogliano: Eccetto però se non faceste il galoppo gagliardo in volta larga, e stretta, che si può fare; & fa l’istesso bellissimo vedere: & più anco, che non fa quello per il dritto. Et io fui il primo che lo feci in Roma presenti molti Signori, & cavallieri; tra i quali erano lo Illustrissimo Signor Giulio Orsino, il quale non è meno esercitato in quest’arte che invitto Capitano della militia. Ci era anco il Signor Pietro Paolo Mignatelli giovine non men ricco de’ beni della fortuna, Cavallier veramente di bellissimo giuditio in quest’arte, mio discepolo, & Mecenate. Ci erano ancora due honorati & virtuosi giovani & fratelli gentilhomini Bolognesi, Messer Annibale del Giglio, di Messer Marc’antonio; nipoti dell’honoratissimo Monsignor del Giglio cariss. molto al gran cardinal Farnese, & à tutta la Corte de’ maggiori di Roma per le sue rare virtù: eraci anco il Signor Giovanbattista Pignatello cavallarizzo eccellentissimo del grande Alessandro Farnese, lo feci dico con un baio chiamato il caraffa fatto da me in men di sei mesi. Et molto più questi signori lodorno il cavallo del farlo in volta che per il dritto, come cosa nuova credo, & molto difficile à fare. Hor dovete avertire di non sforzare mai nel principio il cavallo a i salti; accioche nel fine poi venghi à crescerli; & farli più alti, più aggruppati, & giusti. Et raccordatevi di non volerne tutto quello, che si potrebbe. Ma possendo il cavallo fare dieci salti, contentatevene di otto, e di sei: ma che siano fatti à tempo, & come deveno essere. Perche così lo lasciarete sempre con maggior animo, & in buona forza: & mantenerassi più lungamente sano nel buon essere suo; restando anco per questo sempre più voglioso di saltare. Si potrebbe di poi il galoppo gagliardo, da lì à un poco, aitarlo à far alcun salto da fermo à fermo. Et l’aiuto saria di questa sorte, che tenendo voi con la man della briglia ferma, & tirata a segno, lo aiutaste di voce sola al primo salto il quale non sarà tropp’alto, per non haver altro aiuto; al secondo di voce, e di svinchio di bachetta, che sarà più alto del primo; al terzo, & se vi pare al quarto, ambi li quali deveno essere più alti de gl’altri, non solo lo aiutarete di voce, e di svinchio di bachetta, ma di speron pari appresso alle cigne: & anco, se volete sforzar più il salto à essere maggiore, di botta di bachetta sulla spalla, corrispondendo subito con l’altra nel fianco. Ne vi dico destro, ne sinistra, per lasciare in consideration vostra il bisogno che più di questo haverà il cavallo. Et sopra tutto nell’ultimo salto devete inacuire, & ingagliardare la voce, & se bisogna aiutarlo anco di man di briglia. Et avertite ancora di ritenere sempre a i salti in un medesimo luogo il cavallo. Il che farete se la man della briglia tenerete tirata sempre à segno con giustezza & giusto temperamento, aiutandolo anco nel resto sempre à tempo. Ma dell’aiuto di man di briglia diffusamente ve ne parlerò in un capitolo; che qua non è il suo luogo. Devete avertire ancora che à questo galoppo gagliardo, salti da fermo à fermo, alle capriole à tutti gl’altri galoppi, & sorti di maneggi,