Pagina:Il diavolo.djvu/12

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4 Capitolo primo

di angeli in demonii. Questo secondo mito ebbe nei versi del Moore e del Byron consacrazione perpetua. Così l’un mito come l’altro fa dei demonii angeli caduti, e la caduta rannoda a un peccato: superbia o invidia nel primo caso; amor colpevole, nel secondo.

Ma questa è la leggenda, non già la storia di Satana e dei compagni suoi. Le origini di Satana, considerato quale personificazione universa del principio del male, sono meno epiche assai, e in pari tempo assai più remote e profonde. Satana è anteriore, non solo al Dio d’Israello, ma a quanti altri dei, possenti e temuti, lasciarono ricordo di sè nella storia degli uomini; egli non precipitò giù dal cielo, ma balzò fuori dagli abissi dell’anima umana, coevo a quegli oscuri iddii delle antichissime età di cui nemmeno una pietra ricorda i nomi, e a cui gli uomini sopravvissero, dimenticandoli. Coevo ad essi e spesso confuso con essi, Satana comincia embrione, come le cose tutte che vivono, e solo a poco a poco cresce e si fa persona. La legge di evoluzione, che governa gli esseri tutti, governa lui pure.