Pagina:Il diavolo.djvu/147

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Truffe e soprusi del diavolo 139

continuo esposti alla ossessione, ma dalla possessione andavano, generalmente parlando, immuni.


La ossessione aveva, come la tentazione, alla quale andava molto spesso congiunta, forme e gradi infiniti, e a darne un concetto che in qualche modo si raccosti al vero, bisogna ricorrere senz’altro agli esempii, i quali, per buona sorte, sono infiniti ancor essi, e ci permettono di tener dietro al formidabile crescendo di quest’altro capitale esercizio diabolico.

La ossessione più leggiera e più semplice era quella che il demonio esercitava con solo esser presente. Nè c’era bisogno che la presenza sua fosse avvertita, che egli la facesse in qualche modo sentire. L’uomo il quale si credeva assiepato tutto intorno da una gran caterva di diavoli, che con occhi intenti e spalancati perpetuamente spiavano l’occasione di tentare e di nuocere, doveva provar l’emozione e il cruccio di chi si trovi solo in una foresta popolata di ladroni, o in mezzo a un grande stuolo di nemici poderosi e crudeli. Ma i diavoli pote-