Pagina:Il diavolo.djvu/154

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146 Capitolo quinto

scritta l’anno 858 a Luigi il Germanico, dicevano essere i demonii sempre presenti alla morte degli uomini, così dei giusti, come dei malvagi. In fatti, in quell’ultima ora della vita, i diavoli potevano sperimentare un’ultima e decisiva tentazione; potevano impedire, o render manchevole il pentimento; potevano cogliere a volo, e senza ritardo alcuno, l’anima rea che doveva, per l’eternità, farsi loro compagna; potevano, quand’altro non era loro concesso, far l’agonia più angosciosa e più orrenda. Certo, morire in una camera piena di diavoli arrabbiati e mostruosi, sopra un letto squassato da mani uncinate e impazienti, doveva essere una tortura ineffabile, ignota agli antichi. Lodovico il Pio cacciava da sè gli avversarti ansando con l’estremo anelito: “Fuori! fuori!„ Santa Caterina da Siena, essendo già in transito, ancora contrastava loro e teneva lor testa. La più crudele battaglia si doveva sostenere in quella appunto che l’ultime forze mancavano. Morire in tal modo e in tali condizioni doveva essere ardua e terribil cosa, e perciò non è da meravigliare se nel 1542 Domenico Capranica, vescovo