Pagina:Il diavolo.djvu/160

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152 Capitolo quinto

diavolo Fumareth bevendo un bicchier d’acqua su cui s’era dimenticata di fare il segno della croce, si legge nella vita di san Bononio, abate di Lucedio. Chi poi era in peccato, non si poteva tener sicuro in luogo alcuno, e di nulla si poteva fare scudo. Nella leggenda di san Costanzo, arcivescovo di Conturbia, è riferito il caso di certo monaco giovane, invaso dal diavolo mentre cantava l’evangelo della messa. C’erano poi gl’indemoniati nati, ed erano tutti coloro i quali, venuti al mondo col peccato originale, non si erano lavati nelle acque del battesimo; tant’è vero che molte volte furono veduti i demonii uscir loro di bocca proprio nel punto che si battezzavano. I Massaliani, eretici del IV secolo, sputavano continuamente per espellere il demonio che credevano d’avere dentro.

Non sempre, del resto, l’invasione era improvvisa e subitanea. In una storia della morte e dei miracoli di Leone IX il diavolo ha la bontà di dire che molte volte egli, prima d’invadere l’anima, ingombra il corpo, tenendovisi occulto, ma generando sonnolenza, pigrizia e fame. Era questo, come si vede, il periodo d’incubazione