Pagina:Il diavolo.djvu/181

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L'infestazione diabolica 173

rono se non dopo lunga ed ostinata difesa. Nella storia dei miracoli di San Guglielmo di Orange è ricordato un fiume, di cui i diavoli s'erano fatti padroni. Ugone d’Alvernia trovò in Oriente, durante la sua lunga e faticosa peregrinazione, una città tutta intera popolata di diavoli. San Sulpizio, andato a pregare una notte, mentr’era ancor fanciullo, in una chiesa diroccata, fu villanamente assalito da due diavoli neri che ci stavano di casa.


Se c’erano luoghi preferiti dagli spiriti malvagi e frequentati più volentieri da loro, non c’erano, per contro, luoghi in cui essi non potessero penetrare e attendere alle loro faccende. Le alte e spesse mura, le porte ferrate e munite di ponderosi catorci, non impedivano loro d’irrompere nei chiostri; e le chiese stesse, debitamente consacrate e regolarmente officiate, non erano sicure dalle loro invasioni. Il chiostro e la chiesa erano come due fortezze, rimaste in mano dei legittimi padroni in mezzo a un paese già corso e conquistato dai nemici.

I monasteri, reputati luoghi di salvazione,