Pagina:Il diavolo.djvu/248

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240 Capitolo ottavo


La leggenda di Gerberto ci porge esempio di una di quelle frodi onde il diavolo si serve per trarre in inganno chi a lui si affida, senza però mancare formalmente alle promesse, anzi serbandosi fedele alla lettera di quelle: un altro esempio, degno d’esser ricordato, ce ne offre una leggenda cresciuta addosso ad una delle vittime illustri della Santa Inquisizione, Cecco d'Ascoli, l’autor dell’Acerba, l’emulo di Dante.

Non è questo il luogo per rinarrar la sua triste istoria: e come egli fu condannato una prima volta in Bologna dall’inquisitore fra Lamberto del Cingolo, che gl’ingiunse di non più leggere astrologia, nè quivi, nè altrove; e come venutosene egli in Firenze, fu da frate Accursio novamente citato, sotto l’accusa d’insegnare astrologia giudiziaria, di aver dato, per astrologia, ragione di tutta la vita di Cristo, di avere asserito che con l’ajuto dell’astrologia può l’uomo venire in cognizione di tutte le cose, e negato il libero arbitrio; e come finalmente, avendo sempre risposto alle accuse: Così dissi, così insegnai e così credo, fu dato in potestà del braccio secolare, e arso pubblicamente l’anno della