Pagina:Il diavolo.djvu/433

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Il diavolo ridicolo e il diavolo dabbene 425

lasciando lui in disperata miseria. Cristo gli dice: “Se io non t’ajuto, questa si è la casgione che tu medesmo non ti vuoli ajutare. Perciò ajuto l’omo ch’elli medesmo s’ajuta. Così salverei io tei come lui, se tu ti vollessi ajutare pentendoti et adorandomi et dimandandomi misericordia et dicendo tua colpa et adorandomi come singnore.„ Ma Satana risponde orgogliosamente: “Io mi pento ch’io caddi di cielo; ma non perchè io ti voglia adorare, nè dire mia colpa. Innansi vorrei andare in profondo di inferno, in cento milia cutanta pena ch’io sia, non ch’io ti volesse adorare.„

Tristo diavolo anche questo! altri di miglior indole pensarono sul serio a convertirsi, e giunsero sino a volersi confessare. Che i diavoli si confessino è caso raro; assai più frequente in vece che facciano essi da confessori, e allora bisogna guardarsi bene e raccomandarsi a Dio, perchè, ad ogni peccato che odono recitare, per quanto brutto e grave esso sia, hanno in uso di dire: “Non è nulla ciò; non v’è male alcuno: non vi badate.„ Pure qualcuno se ne confessò: al qual proposito è da ricordare che spesse