Pagina:Il diavolo.djvu/463

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La fine del diavolo 455


Ma che il diavolo sia morto, o moribondo, non si ammette da tutti, e molti s’ostinano a veder l’opera sua (poichè altrove oramai non la possono vedere) negli oscuri fenomeni, o nelle troppo chiare ciurmerie, del magnetismo animale e dello spiritismo: e or è qualche anno la Santità infallibile del Sommo Pontefice Leone XIII, commossa da non so che diavoleria di spiriti e di visioni, onde per due settimane di seguito fecero gazzarra i giornali della Penisola, volse calda preghiera all’arcangelo Michele, perché volesse impugnar di nuovo la spada formidabile, e gettato ai quattro venti, sopra e sotto la Via Lattea, il grido della battaglia, scendere anco una volta in campo contro l’antico e mal vinto avversario, e torgli il ruzzo dal capo. Beatissimo Padre! Io non so qual risposta sia stata fatta di lassù al vostro invito; ma a che pro turbare i riposi al degno paladino del cielo? L’opera incominciata da Cristo diciotto secoli sono la civiltà l’ha compita. La civiltà ha debellato l’inferno e ci ha per sempre redenti dal diavolo.

Fine.