Pagina:Il libro dei versi (1902).djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

CASE NUOVE 17

L’umanità cammina
Ratta così che par sovra una china.
Sorge ogni giorno qualche casa bianca
Grave di fregi vieti.
Scuri, zappe, arïeti.
Smantellate, abbattete e gaia e franca
Suoni l’ode alla calce e al rettifilo!
Piangan pure i poeti.
La progenie dei lupi e delle scrofe
Oggi è sovrana e intanto le pareti
Della vecchia cittade hanno un profilo
Scomposto e tetro, — simigliante al metro
Di questa strofe.
Già gli augelletti fidi
Più non trovano i nidi
Consueti fra il tetto e la grondaia
E sul sacro mister de’ focolari
Viene a urtar la mannaia.
Le muraglie diroccano, a migliaia
Fuggon l’ombre de’ cari
Defunti, e in lagni amari
Volan gridando
All’onta e al duol dell’esecrato bando!
E la casa s’è fatta invereconda.
Gli strazïati lari