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Pagina:Il parallelismo di Clifford negli spazii ellittici.djvu/29

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Il parallelismo di Clifford negli spazii ellittici 23


e le analoghe per β,γ,β,γ,η,ζ ecc. Però vi sarebbe l’ambiguità di segno nei secondi membri delle (14) proveniente dal fatto che nelle (13) comparisce solo 1ρ2,1T2 e noi estraendo le radici quadrate saremmo incerti se dovessimo tenere 1ρ,1T oppure 1ρ,1T Ma le formule (14) si verificano facilmente partendo dalle formule del prof. Bianchi. Quanto alle

dαdσ=ξρ;dαdσ=ξρ

basta ricordare i valori effettivi dei nostri parametri e la loro dimostrazione riesce immediata; osserviamo ora p. es. la

γ)
dξdσ=αρλT.

Ricordiamo che

ξ=η1x2η2x1+η3x4η4x3.

Per le formule del prof. Bianchi si deduce, ricordando che α=[xξ]1 e che λ=[xζ]1,

dξdσ=αρλτ+η1ξ2η2ξ1+η3ξ4η4ξ3

Ora η1ξ2η2ξ1+η3ξ4η4ξ3 non è altro che un parametro di scorrimento della retta polare della binormale; e quindi per un teorema già dimostrato (§. 2) è uguale a ±λ a seconda del senso del parallelismo; e la (γ) è dimostrata[1]. In modo analogo si dimostrerebbero le altre formule (14).

Dalle (14), che così singolarmente si avvicinano alle formule di Frenet per lo spazio piano, deduciamo alcuni risultati, a mio credere, degni di nota.


  1. Qui si sono usate le (λ,μ,ν) per indicare ambedue le terne (λ,μ,ν), (λ,μ,ν), ciò che certo non genera confusione; si ricordi pure di non confondere la ξ con le ξi.