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Pagina:Il parallelismo di Clifford negli spazii ellittici.djvu/38

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32 G. Fubini

mentre l’equazione di Guichard sottratta dalla precedente diventa

δ)
∂2τ∂u∂v={121}{122}−{221}{112}−∂{121}∂u−∂{122}∂v−F.

Quest’ultima dà un risultato della forma τ=M(u,v)+∫φ(u)du+ +∫ψ(v)dv dove M è noto, φ e ψ sono da determinarsi. Sostituendo nella precedente equazione si ha ψ(v) in funzione di φ(u); derivando rispetto (u) si ottiene per φ(u) un’equazione della forma

Aφ2+Bφ+C+Dφ′=0 con A,B,C note.

Quest’equazione ripetutamente derivata rispetto v dà il mezzo di determinare φ, e quindi τ e la congruenza. Senza entrare in facili discussioni minute si osservi ancora che supposto F=0 le equazioni precedenti divengono

∂2τ∂u∂v=∂2log⁡EG∂u∂v;∂τ∂u∂τ∂v+∂log⁡E∂v∂τ∂u+∂log⁡G∂u∂τ∂v=0.

Mutando i parametri delle u=cost., v=cost. si può fare che ρ=1EG soddisfi ad ambedue; posto così

τ=−log⁡EG+∫φ(u)du+∫ψ(v)dv

si ha

φψ=φ∂log⁡G∂v+ψ∂log⁡E∂u+∂(log⁡E,log⁡G)∂(u,v)=0

e poichè φ=ψ=0 è una soluzione, E è funzione di G. Ecco qui il teorema di Weingarten per le superficie W. Ma qui osserviamo che se è risolubile l’equazione

1=1φ(u)∂log⁡G∂u+1ψ(v)∂log⁡E∂v

ciò che avviene p. es. per E=1, G=sen2u si ottengono dall’elemento lineare stesso altre congruenze W.