Pagina:Il patrizio e l'artista.djvu/9

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 7 —

terra, mi fece subito nascere per voi una segreta simpatia, fui desideroso di saper chi voi foste, e fui commosso all’udire l’infelice sorte che vi opprime. Ah! voi mi ricordate il mio povero figliuolo, ed io son lieto di potere, per sua memoria, far qualche cosa per voi. Continuate adunque nella nobile carriera a cui il Cielo vi ha chiamato, e non dubitate mai ch’io vi possa abbandonare. — Oh arte mia! — proruppe con indicibile entusiasmo l’artista; ed in quella parola eran racchiusi tutti i palpiti, tutte le aspirazioni, tutte le speranze del suo nobilissimo cuore. Voleva che il Conte lo seguisse nella modesta sua casa, per esser testimone della gioja della sua famiglia; ma questi quanto generoso altrettanto modesto non volle, e partì.

Giacomo corso a casa, trovò le donne nella massima inquietudine per l’assenza sua omai troppo prolungata. Raccontò l’accaduto, raccontò la generosa proposta del Conte, e le lacrime di riconoscenza e di gioja furon confuse in tutta quella consolata famiglia. Si riaprì l’animo del giovane a novelle speranze, fra le quali quella di poter finalmente unire alla sua la sorte della sua fidanzata.

Due anni dopo era esposto al pubblico un quadro di maravigliosa bellezza, sì per la composizione, come pel disegno e pel colorito, che destò l’ammirazione universale. Giacomo fu lieto che il beneficio del Conte non fosse andato perduto; e il Conte dal lato suo provò la soave soddisfazione d’aver potuto conoscere ed ajutato a svolgersi un ingegno non comune, ed ebbe poi in seguito sempre più a lodarsi della sua generosa protezione.


Antonietta Pozzolini.