Pagina:Il piacere.djvu/142

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 130 ―

E’ si vede in ogni lato
Che ’l proverbio dice il vero,
Che ciascun muta pensiero
Come l’occhio è separato.
Vedesi cambiare amore:
Come l’occhio sta di lunge,
Così sta di lunge il core:
Perchè appresso un altro il punge,
Col qual tosto e’ si congiunge
Con piacere e con diletto...

Allorchè, nell’estate, ella era per partire, disse, prendendo congedo, senza nascondere la sua commozione gentile: ― Io so che, quando ci rivedremo, voi non mi amerete più. Così è l’amore. Ma ricordatevi di un’amica!

Egli non l’amava. Pure, nelle giornate calde e tediose, certe molli cadenze della voce di lei gli tornavan nell’anima come la magia d’una rima e gli suscitavano la visione d’un giardin fresco d’acque pel quale ella andasse in compagnia d’altre donne sonando e cantando come in una vignetta del Sogno di Polifilo.

E Donna Bianca si dileguò. E vennero altre, talvolta in coppia: Barbarella Viti, la mascula, che aveva una superba testa di giovinetto, tutta quanta dorata e fulgente come certe teste giudee del Rembrandt; la contessa di Lùcoli, la dama delle turchesi, una Circe di Dosso Dossi, con due bellissimi occhi pieni di perfidia, varianti come i mari d’autunno, grigi, azzurri, verdi, indefinibili; Liliana Theed, una lady di ventidue anni, risplendente di quella prodigiosa