Pagina:Il piacere.djvu/428

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tutti tutti i ricordi del nostro amore si son levati contro quel che dicevi. Tu non sai che io ti amo!...

Ella rimaneva china, ascoltando, palpitando forte, riconoscendo, credendo riconoscere nella voce commossa del giovine il suono vero della passione, l’inebriante suono ch’ella credeva inimitabile. Ed egli le parlava quasi all’orecchio, nel silenzio della stanza, mettendole sul collo un soffio caldo, con pause più dolci delle parole.

― Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte l’ore, di tutti gli attimi;... non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l’esser mio;... vivere tutto il giorno nell’aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò;... nutrire l’imagine delle tue carezze, quando sei partita, e di nuovo possederti in un’ombra quasi creata;... sentirti, quando io dormo, sentirti, sul mio cuore, viva, reale, palpabile, mescolata al mio sangue, mescolata alla mia vita;... e credere in te soltanto, giurare in te soltanto, riporre in te soltanto la mia fede, la mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che sogno, e tutto quel che spero...

Ella alzò la faccia rigata di lacrime. Egli tacque, arrestandole con le labbra le stille tiepide su le gote. Ella lacrimava e sorrideva, mettendogli le dita tremule ne’ capelli, smarritamente, singhiozzando:

― Anima, anima mia!

Egli la fece sedere; le si inginocchiò ai piedi, non lasciando di baciarla su le palpebre. A un tratto, ebbe un sussulto. Aveva sentito su le