Pagina:Il piacere.djvu/75

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 63 ―


Allora, sotto l’incitazione di quelle imagini, la cupidigia gli crebbe così fiera e l’invase una impazienza così tormentosa che il termine del pranzo gli pareva non giungesse più mai. “Io avrò da lei, in questa sera medesima, la promessa„ pensò. Dentro, lo pungeva un’ansietà come di chi tema vedersi fuggire un bene a cui molti emuli mirano. E l’incurabile e insaziabile vanità gli rappresentava l’ebrezza della vittoria. Certo, quanto più la cosa da un uom posseduta suscita nelli altri l’invidia e la brama, tanto più l’uomo ne gode e n’è superbo. In questo a punto è l’attrattivo delle donne di palco scenico. Quando tutto il teatro risona di applausi e fiammeggia di desiderii, quegli che solo riceve lo sguardo e il sorriso della diva si sente inebriare dall’orgoglio come da una tazza di vin troppo forte e smarrisce la ragione.

― Tu che sei una innovatrice ― diceva la Muti rivolgendosi a Donna Francesca, mentre bagnava le dita nell’acqua tiepida d’un vaso di cristallo azzurro orlato d’argento ― dovresti rimmeter l’uso del dare acqua alle mani col mesciroba e col bacino antico, fuor di tavola. Questa modernità è brutta. Non vi pare, Sperelli?

Donna Francesca si levò. Tutti la imitarono. Andrea offerse il braccio a Elena, inchinandosi, ed ella lo guardò, senza sorridere, mentre posava il braccio nudo su quello di lui lentamente. Le sue ultime parole erano state gaie e leggere; quello sguardo invece era così grave e profondo che il giovine si sentì prendere l’anima.