Pagina:Il tesoro.djvu/143

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la tua padrona è gelosa perchè crede che io mi occupi di te!

— Come siete matto! — esclamò la ragazza. — Fate venire il riso giallo! (sardonico).

— E proprio fai venire il riso giallo! — disse Costanza con disprezzo.

Ella, che cominciava a odiar la padroncina, provò un brivido di dispetto.

— Lasciatemi in pace — disse — io non vi cerco!

— Ma ti cerchiamo noi! — gridò Salvatore; e vistala metter il broncio, e respinger la cena, disse: — Mangia, mangia, che ti si mangi la polvere; e non tormentar più mia moglie!

Alessio e Costanza ridevano, e Cicchedda, con gli occhi velati di lagrime, si sentiva roder le viscere da quel riso.

— Non voglio nulla! — disse ad Agada che la lusingava. — Lasciatemi stare la testa.

— La testa e i piedi; ma mangia, altrimenti la rabbia ti rovinerà.

— Sempre, sempre così! — disse Costanza ridendo. — Io non so cosa diavolo hai. Diventi insopportabile ch’è un piacere!

— Dovresti star sempre allegra! — disse Alessio con la sua bella voce. — Cosa ti manca? Pensi forse a pagar le imposte?

— Le imposte ai ricchi, che perciò non hanno il diritto d’insultare i poveri! — disse Cicchedda fieramente.