Pagina:Il tesoro.djvu/223

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Fu circondato da tutta la comitiva, e li in mezzo alla pianura bianca, coi piedi affondati nella neve, coi capelli bagnati appiccicati alla fronte ed al viso paonazzo, con poche parole e pochi gesti energici narrò come erano andate le faccende di quella notte. «Sì, aveva inseguito e seguito i ladri; giusto, giusto per quella via erano passati; andavano abbastanza in fretta, ma non tanto come volevano, per causa della neve. E lui dietro. Voleva vedere dove andavano a finire, perchè certamente in qualche luogo si sarebbero fermati, e l’aveva veduto, perdio! Erano laggiù, in un ovile di pastori olianesi — e accennò alla sua sinistra, dietro un’altura lontana — ed egli correva verso Oliena per avvisare i carabinieri e mandar gente a Nuoro, quando, per fortuna, aveva incontrato il padrone.»

— Presto, presto, avanti! — conchiuse.

Alessio se lo prese in groppa e la comitiva s’avviò di nuovo; parlavano tutti animatamente, e il pastore additava la traccia dei ladri, che si scorgeva chiaramente nella pianura, dove la neve era scarsa.

La luce cresceva; le montagne d’Oliena apparivano come una muraglia d’alabastro sul pallore azzurrognolo del cielo.

Un quarto d’ora dopo l’ovile fu in vista, ma contrariamente alle affermazioni di Sidore, fu trovato deserto; la capanna cadeva in rovina, nessuno si vedeva intorno. I ladri, forse avvi-