Pagina:Il tesoro.djvu/315

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a sposarla. È venuto a visitarla, e vedendo che moriva si è messo a gridare ad Alessio: — Ma, figlio del diavolo, non vedi che quella donna muore? Perchè non la sposi, perchè non ti lavi la coscienza?

Elena ascoltò meravigliata questo racconto e donna Francesca disse:

— Dio sia lodato!

Da quel giorno mandarono sempre a chieder notizie della moglie d’Alessio, che, dopo una settimana, si trovò fuori di pericolo, e fu così che il battesimo della nuova Elena venne stabilito per il primo giorno in cui la madrina si sentisse bene.

— Chi è il padrino? — chiese Elena.

Le dissero che se non le dispiaceva vederla al fianco d’un paesano (giacchè al ritorno dal battesimo la madrina camminava tra il sacerdote ed il padrino) sarebbe stato Salvatore Brindis.

Ma perchè avrebbe dovuto dispiacerle?

E fu stabilita la cerimonia per il primo ottobre, alle cinque pomeridiane.

La mattina di quel giorno venne Alessio, vestito di nuovo, col giubbone di colore, i calzoni bianchissimi stirati e la barba rasa.

— Comare — disse sorridendo — vengo ad avvertirvi d’una cosa. Zio Salvatore non fa più da padrino; quando hanno saputo la cosa, mia zia e mia cugina, indemoniate, han fatto un chiasso d’inferno. Zio Salvatore s’ostinava di più, ap-