Pagina:Iliade (Monti).djvu/244

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v.795 libro nono 233

Volgessero il pensiero. In questo mezzo795
Vôlto ad Ulisse il gran Telamoníde,
Partiam, diss’egli, chè per questa via
Parmi che vano il ragionar rïesca.
Benchè ingrata, n’è forza il recar pronti
La risposta agli Achei, che impazïenti,800
E forse ancora in assemblea seduti
L’attendono. Feroce alma superba
Chiude Achille nel petto: indegnamente
L’amistà de’ compagni egli calpesta,
Nè ricorda l’onor che gli rendemmo805
Su gli altri tutti. Dispietato! Il prezzo
Qualcuno accetta dell’ucciso figlio,
O del fratello; e l’uccisor, pagata
Del suo fallo la pena, in una stessa
Città dimora col placato offeso.810
Ma inesorata ed indomata è l’ira
Che a te pose nel petto un dio nemico;
Per chi? per una donzelletta! e sette
Noi te n’offriamo a maraviglia belle,
E molt’altre più cose. Or via, rivesti815
Cor benigno una volta. Abbi rispetto
Ai santi dritti dell’ospizio almeno,
Ch’ospiti tuoi noi siamo, e dal consesso
Degli Achei ne venimmo, a te fra tutti
I più cari ed amici. - Illustre figlio820
Di Telamone, gli rispose Achille,
Ottimo io sento il tuo parlar; ma l’ira
Mi rigonfia qualor penso a colui
Che in mezzo degli Achei mi vilipese
Come un vil vagabondo. Andate, e netta825
La risposta ridite. Alcun pensiero
Non tenterammi di pugnar, se prima
Il Prïamíde bellicoso Ettorre