Pagina:Iliade (Monti).djvu/317

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306 iliade v.427

Strage qui veggo già imminente. I duci
Del licio stuol con tutta la lor possa
Qua piombano, e mostrâr già in altro incontro
Ch’elli son nelle zuffe impetuosi.430
S’ambo gli eroi ch’io chiedo, in gran travaglio
Si trovano di guerra, almen ne vegna
Il forte Aiace Telamónio, e il segua
Teucro coll’arco di ferir maestro.
   Corse l’araldo obbedïente, e ratto435
Per la lunga muraglia traversando
Le file degli Achei, giunse agli Aiaci,
E con preste parole, Aiaci, ei disse,
Incliti duci degli Argivi, il caro
Nobile figlio di Petéo vi prega440
D’accorrere veloci, ed aitarlo
Alcun poco nel rischio in che si trova.
Pregavi entrambi per lo meglio. Un’alta
Strage gli è sopra: perocchè di tutta
Forza si vanno a rovesciar sovr’esso445
I licii capitani, e di costoro
L’impeto è noto nel pugnar. Se voi
Siete in gran briga voi medesmi, almeno
Vien tu, forte figliuol di Telamone,
E tu, Teucro, signor d’arco tremendo.450
   Tacque, ed il grande Telamónio figlio
Al figlio d’Oiléo si volse e disse:
Tu, Aiace, e tu forte Licomede
Qui restatevi entrambi, ed infiammate
L’acheo coraggio alla battaglia. Io volo455
Colà allo scontro del nemico, e data
La chiesta aita, subito ritorno.
Partì l’eroe, ciò detto, ed il germano
Teucro il seguiva, e Pandïon portante
L’arco di Teucro. Costeggiando il muro460