Pagina:Iliade (Monti).djvu/511

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178 iliade libro decimottavo v.830

Lustro qual bacca di palladia fronda.830
Portano queste al crin belle ghirlande,
Quelli aurato trafiere al fianco appeso
Da cintola d’argento. Ed or leggieri
Danzano in tondo con maestri passi,
Come rapida ruota che seduto835
Al mobil torno il vasellier rivolve,
Or si spiegano in file. Numerosa
Stava la turba a riguardar le belle
Carole, e in cor godea. Finían la danza
Tre saltator che in varii caracolli840
Rotavansi, intonando una canzona.
   Il gran fiume Oceán l’orlo chiudea
Dell’ammirando scudo. A fin condotto
Questo lavoro, una lorica ei fece
Che della fiamma lo splendor vincea;845
Poi di raro artificio un saldo e vago
Elmo alle tempie ben acconcio, e sopra
D’auro tessuta v’innestò la cresta.
   Fur l’ultima fatica i bei schinieri
Di pieghevole stagno. E terminate850
L’armi tutte, il gran fabbro alto levolle,
E al piè di Teti le depose. Ed ella,
Co’ bei doni del Dio, come sparviero
Ratta calossi dal nevoso Olimpo.