Pagina:Iliade (Romagnoli) I.djvu/25

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XXVI prefazione

palagi di Cnosso. Non esiste traccia, sul continente, di un simile cataclisma.

E l’invasione e i primi tempi della dominazione doverono esser ben duri. Massime perché Minosse comprese subito che per avere il difficile dominio del Mediterraneo bisognava trasformare radicalmente la civiltà egea, commerciale e gaudente, in civiltà guerresca. E in questo primo periodo, probabilmente, nacquero e si moltiplicarono le leggende intorno alla sua ferocia.

Ma, come tutti i grandi conquistatori, Minosse, dopo il trionfo, depose la ferocia, e si rese insigne per giustizia. E la esercitò, non solamente nell’interno del suo regno, ma anche a pro’ di tutto il mondo, sterminando i pirati. Lo fece, e Tucidide lo osserva, specialmente per assicurarsi i tributi; ma l’utile che ne derivò a tutti, gli valse presso i posteri la gloria immortale.

E i piú tardi critici, vedendo raccolte sopra un solo uomo caratteristiche contradittorie ed antipode, le scissero in due gruppi, e ne derivarono la leggenda dei due Minossi.

* * *

Celeberrima fu invece l’altra spedizione, di tutti gli Achei contro Ilio.

Da lungo tempo la critica ha riconosciuto che fu una lotta della Grecia per avere il controllo del commercio col Ponto, e per assicurarsi contro le pressioni del Nord, che qui trovavano un punto di minore resistenza1.


    sarebbe oriundo di Creta. Potrebbe essere; e che la prima occupazione dell’isola e distruzione del mondo egeo risalga ad un suo predecessore. Ma ciò non sposterebbe i termini del problema.

  1. Leaf, Homer and History, 72. Cfr. Ciccotti, Storia greca, 37.