Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/108

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Canto Secondo


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Sai che col senno e col valor la briglia ec.

Qui l’autore accenna la spedizione in Egitto fatta da Napoleone affine di avere, colonizzando quel ricco paese, il vero punto d’appoggio onde rovesciare il dominio politico e mercantile degl’inglesi nell’India. Ad intelligenza di questo squarcio ritrarremo in breve i fatti istorici a cui si allude. Non appena Bonaparte aveva posto piede nell’Egitto che gl’inglesi strinsero lega colla Porta ottomana, la quale adunò bentosto due poderosi eserciti, di cui l’uno comandato da Gezzar, pascià della Siria, doveva da questa provincia entrare nell’Egitto, e l’altro sotto gli ordini di Mustafà pascià doveva sbarcare ad Abukir spalleggiato dall’armala inglese capitanata da Sidney Smith. Napoleone avvertitone, con quella celerità di concepimento che fu in lui prodigiosa, uscì dal Cairo con dieci mila uomini, giunse in pochi giorni ad El-Arisce’, piccola fortezza all’ingresso dell’Egitto dalla parte della Siria, la quale era caduta in potere dell’antiguardo di Gezzar pascià, e la costrinse ad arrendersi. Di qui, attraversando un deserto di 150 miglia, dove egli e i suoi soldati furono soggetti ad ogni sorte di patimenti, penetrò nelle fertili e ricche pianure di Gaza, memorabili nella storia delle crociate, e dove dopo tanti secoli non si era mai veduta orma di esercito europeo. Gaza capitolò al primo presentarsi dell’esercito vincitore: pochi giorni dopo mar-