Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/23

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Or su questo or su quel pronta si getta,
Vorrìa tutti predarli, e li divora
117Tutti con gli occhi ingorda e semplicetta;

Tal quell’alma trasvola, e s’innamora
Or di quel raggio ed or di questo, e brama
120Fruir di tutti, e niun l’acqueta ancora;

Perocchè più possente a sè la chiama
Cura d’amore di quei cari in traccia
123Che amò fra’ vivi e più fra gli astri or ama.

Ella di Borda e Spallanzan la faccia
E di Parin sol cerca; ed ogni spera
126N’inchiede, e prega che di lor non taccia.

Ed ecco a suo rincontro una leggiera
Lucida fiamma, che nel grembo porta
129Una dell’alme di cui fea preghiera.

Qual fu suo studio in terra, iva l’accorta
Misurando del cielo alle vedette
132L’arco che l’ombra fa cader più corta.

Oh mio Lorenzo! — oh Borda mio! Fur dette
Queste, e non più, per lor, parole: il resto
135Disser le braccia al collo avvinte e strette.