Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/46

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Di propria man squarciata intanto langue
La peccatrice Europa, ed Anglia cruda
36L’onor ne compra, e coll’onore il sangue.

Per lei Megera nell’inferno suda
Armi esecrate, per lei toschi mesce;
39Suo brando è l’oro, ed il suo Marte, Giuda.

Che di Francia direm? A che riesce
De’ suoi sublimi scotimenti il frutto?
42Mira che agli altri e a sè medesma incresce.

Potea col senno e col valor far tutto
Libero il mondo, e il fece di tremende
45Follie teatro e lo coprì di lutto.

Libertà, che alle belle alme s’apprende,
Le spedisti dal ciel, di tua divina
48Luce adornata e di virginee bende;

Vaga sì che nè greca nè latina
Riva mai vista non l’avea, giammai
51Di più cara sembianza e pellegrina.

Commossa al lampo di que’ dolci rai
Ridea la terra intorno, ed io t’adoro,
54Dir pareva ogni core, io ti chiamai.