Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/66

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

(66)

Oh mia dolce consorte! oh mio diletto
Fratello! Oh quanto nell’udir mi piacqui
162Da voi nomarmi coll’antico affetto!

E ricordar siccome amai, nè tacqui
La pubblica ragion, sin che già franta
165De’ buon la speme, addio vi dissi, e giacqui!

Piansi di gioia nel veder cotanta
Carità della patria, e come intera
168De’ miei figli nel cor la si trapianta.

Ed io vana allor corsi ombra leggera,
E gli strinsi, e sentii tutta in quel punto
171La dolcezza di padre, e più sincera:

Ma il tenero lor petto al mio congiunto
Ahi! quell’amplesso non intese, e invano
174Vivi corpi abbracciai, spirto defunto.

Mi staccai da’ miei cari; e di Milano
Ratto fuggendo, a quel sordo mi tolsi
177Delle lagrime altrui gonfio oceáno.

Città discorsi e campi; e pria mi volsi
Al longobardo piano, ove superbe
180Strinser catene al re de’ franchi i polsi,