Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/44

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34 L I B K O Con lui venuta,, hor fua mirabilfaccia L’Arte Tempre eterna giouentuùopriua adorna. giouane, si co* * J r ni e quella, cn è £ / compagnia tutta Ifeguiuas cofeaoae! ai C on ^ guaito fio à l’bonorata Reggia L’ardito, e forte Caualierperuenne. Molte ver lui care Miniftre elette De la Rema ad incontrarlo vfcite li accolfer liete, e fummo honor gli fero. Nè fi fermò l’alt a’Rema i Beffa, C’he snrfe 3 e del gran Solto eburneo fcefe % E delira a delira caramente aggi un fe: MàiGuerrier riuerente in atto huntile Le baciò 3 1 lembo de L y aurata gonna» Indi al piacer di lei feco s’ajfife. sAlhor fua bella 3 e genero fa Scorta Trattaf auanti, in dolci modi, e gì ani Con chiara voce fauellar svdìo. E ben fi deuean qui tutti i te fori De la ricca Eloquenza aprir, s 3 attefo S’haueffe /ol del Gran Soggetto il merto * E di chi ragionò l’vfo 3 èldecoro; Ma non curò laparlatrice accorta e Di (coprir l’artifìcio > e molcer svolle Còl veracefuo dir [empiite 5 e f chi et tj Le pure orecchie à nullo inganno asterge’, VQN4