Pagina:Inni di Callimaco.djvu/22

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17

Fanciullo ancora e nella età più acerba
     Tessea di corna di caprette un ara
     Là dove le bell’acque Ortigia serba;4

Dalle selve di Cinto assai la cara
     80Sorella venatrice a lui ne porta,
     E così fondamenta a porre impara.

Apollo a Batto fu consigilo e scorta
     Di reggersi colà nel pingue lido,
     Ove la patria mia Cirene è sorta.

85Sotto penne di corvo in Libia nido
     Alle schiere promise, e torri ai regi;
     Apollo è sempre in sue promesse fido.

Tu Boedromio e Clario, e cento egregi
     Nomi son tuoi; fra l’are di Cirene
     90Del grido solo di Carneo ti fregi.

Te dalle antiche tue stanze Lacene
     Della prole di Lajo il sesto rede
     Trasse di Tera ad abitar le arene.

Da Tera a trasmutar Batto si diede
     95Nell’Asbistico suol tuoi simulacri,
     E nel grembo locò di orrevol sede.