Pagina:Inni di Callimaco.djvu/59

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

54

Quindi ritrova navigando il porto
     350D’Eubea, contrade degli Abanti opime.
     Laonde a’ lidi tuoi giungere è corto.

Loxo con Opi ed Ecaerge prime
     Recar dagli Arimaspi alle tue prode
     Queste di messe biondeggianti cime;

355Le conseguia di giovinetti un prode
     Drappel, che il suol natio poi non rivide,
     Fatto immortal per sempiterna lode.

A ricordo di quelli il crin recide
     Ancor ciascuna vergine di Delo,
     360Quando Imen dalla madre la divide;

E a quei garzon dell’Iperboreo cielo
     Ogni donzello consacrar desira
     Delle tenere gote il primo velo.

Te, Asteria, un cerchio d’isolette aggira,
     365Te il fumo ognor degli olocausti ammanta,
     Nè te mai taciturna Espero mira.

Chi del vecchio di Licia i versi canta,
     Olen da Xanto divino poeta, 29
     Chi il suol percote con allegra pianta,