Pagina:Invito a Lesbia Cidonia ed altre poesie.djvu/65

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altre poesie 61

O dissipar con mano
L’Orsa che del mar lungi il cerchio move?
45Alzerai tu la voce in mezzo a un nembo,
Imperiosa si che t’oda e sciolga
Il pregnante suo grembo,
O in un diluvio d’acqua ti ravvolga?
Chi fu che d’Euro collocò la sede
50In Orïente, e il Noto nebuloso
Nella casa d’Antartico rinchiuse?
Chi l’ali diede all’Aquilon sonanti;
E ’l mugghio e l’unghie, il rovere frondoso
E ’l Cerro, a sterpar use?
55Orribil s’ode e forte
Dai gelati venir regni di Norte.
Allor che in cielo insorta aspra tenzone
Fra i quattro venti, ei tutta notte corse
Colla vittoria in forse:
60Il Zefiro coll’Austro al fin depone
L’armi, nè impero alcun quel di s’arroga:
Cede dal campo: ei dichiarato resta
Signor dell’aria, e sfoga
Sua letizia brulal nella foresta.
65Fu quel Signor, che con un fischio il trasse
Ad asciugar, dopo il diluvio, intorno
L’acque sopra la Terra alto stagnanti.
Dentro le fosche sue caverne basse.
Violento ei facea lungo soggiorno,
70Colle brame anelanti
Fervido inequieto:
Ma temeva in uscir l’alto Decreto;
Onde dal volto del Signor fuggio
Rilegato in prigion per molte lune;
75Quando immense lagune
Versò dal Cielo l’irritato Dio
L’arida allor, dal liquido elemento
Cinta di nuovo, ond’era uscita pria,
Per divin pentimento,
80Temè al nulla tornar per simil via.
Perchè tu dici, che ozïoso e lento,
Fra i cardini del Cielo, Iddio passeggia,
Ad un indocil cuor grata sentenza.
Il tuo pensier sarà forse argomento,
85Che operi, o cessi, e da te pender deggia
L’eterna Provvidenza?
Cultor d’antiche fole,
Poichè non credi al suon di sue parole,
E che Dio parli all’uomo ardito nieghi;
90Mira natante in un diluvio il mondo,
Pel rio costume immondo: