Pagina:Irving - Lo straniero misterioso (1826).djvu/53

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frenesia le carni della mia vittima; lo afferrai per il collo, sintantochè a furia di reiterate ferite, fra soffocanti convulsioni, mi spirò dinanzi ai piedi. Rimasi indi a contemplarne il volto, orribile fin dopo morte, e parea contraccambiasse i miei sguardi con due occhi che gli uscivano fuor della testa. Il romore d’acute grida mi destò da quell’orrendo delirio. Guardai all’intorno; ed erano le grida di Bianca che vidi correre verso noi disperata. La mia mente non connette più le idee... Non volli aspettar quell’incontro; fuggii da tale scena d’orrore... Fuggii da que’ luoghi, come un secondo Caino, con l’inferno nell’anima, la celeste maledizione sul capo. Fuggii senza saper dove, e quasi senza sapere perchè. Mia unica idea era portarmi lontano e ben lontano dagli orrori ch’io mi lasciavi addietro, come se mi fosse stato possibile frammettere tra me e la mia coscienza un intervallo. Fuggii su l’Appennino e vagai giorni e giorni per quegl’inospiti monti. Come io mi tenessi in vita, non so raccontarlo... quali rupi, quali precipizii affrontassi, perchè gli affrontassi, non ne serbo veruna idea. Errai qua e là quasi tentando oltrepassar co’ miei viaggi i confini della maledizione che stava sempre con me. Oh Dio! le grida di Bianca mi rintronavano continuamente all’orecchio; l’orribile volto della mia vittima erami a tutti gl’istanti presente; il sangue di Filippo chiedendo vendetta sorgeva da ogni terra che il mio piede calcava. Rupi, alberi, torrenti, ogni cosa risonava del mio delitto. Allora io sentii non esservi, fra tutte le insopportabili angosce di un’anima, un’angoscia più insopportabile del rimorso. Oh! avess’io potuto non aver commesso il misfatto che portò la cangrena entro il mio seno!.. Oh avessi potuto riguadagnare l’innocenza che vi regnava allorchè entrai nel giardino di Sestri!.. Oh avessi potuto ridonare a vita l’uomo sagrificato al mio furore, e mi sarei sentito ebbro di gioia al sud aspetto, quand’anche mi fosse stato forza veder Bianca fra le sue braccia.

A gradi a gradi questa febbre farnetica del rimorso si