Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/170

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cosa si renderebbe inconcepibile se si ritenesse che Benevento si fosse in altri tempi tant’oltre dilatata. Questi argomenti e la conforme opinione di alcuni viventi archeologi, di cui ho altamente in pregio la dottrina, m’indussero a frugare in antichi manoscritti per venire in chiaro delP antica estensione di Benevento; ed ecco il risultato delle mie indagini.

L’ambito delle mura di Benevento comprendeva quanto è ora da Porta Somma a porta S. Lorenzo, ma oltre di questa, e propriamente lungo la via Appia, si prolungava la città a mò di grosso sobborgo sino al lembo quasi del fiume in cui è ora il ponte fratto. E anche fuori Porta Rufina molti edificii formavano un altro borgo, di cui scorgiamo ancora un avanzo nelle case che fan corona al piano ove soglionsi tenere le fiere annuali, e altri gruppi di case fiancheggiavano la strada che ora si dice di S. Pasquale. Ed ha faccia di menzogna la volgare diceria che Benevento, allargandosi verso occidente, si fosse distesa di là del Calore lungo la contrada detta Pantano, non ostante le ragioni che si adducono da alcuni cronisti, poiché, da documenti che ho consultati, risulta soltanto esservi stato in quel luogo un gruppo di case che non facea parte della città, ma costituiva un villaggio, 0, a meglio dire, un ridotto di coloni e servi, e che questi abitarono quei borghi nel tempo dei longobardi e non già dei Romani. Chi ha qualche contezza degli usi del medioevo non ignora che in quei secoli, in cui non anche erasi abolita la servitù, i coltivatori conseguivano in ricambio dei loro servigi alcune terre con un certo numero di bovi per coltivarle, e altri pochi animali, nei quali consisteva la così detta dote del sondo. Laonde gli abituri aggruppati un tempo nel sondo di Pantano si possedevano dai servi e dai coloni. E dalla cronaca di S. Sofia e dalla Cassinese si deduce che le donazioni delle terre fatte ai monasteri non erano mai disgiunte dalla dote dei servi e bestiami.

Adunque Benevento con i borghi adiacenti poteva contenere ne’ suoi più felici tempi non più di 40 mila abitanti.