Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/183

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mostrare che i longobardi non si erano mescolati con gli italiani, dimenticando che erano Ariani, e si fecero cattolici, dimenticando che le loro leggi sono scritte in latino, e che della loro lingua non rimane alcun documento, e dimenticando che religione e lingua comune sono segno non pure di mescolamento, ma d’intera fusione di popoli».

Ma se poi, premessi questi rapidi cenni generali sulle leggi, costumi, ordinamenti civili e religione dei longobardi, prenderemo a disaminare minutamente a qual sistema si attennero i longobardi nel governo di Benevento, e le loro intime attinenze coi vinti, sempre più ci convinceremo che col volgere del tempo indigeni e conquistatori non costituirono nel ducato di Benevento che un popolo solo.

Il ducato di Benevento fu retto sempre a repubblica aristocratica. Il sistema militare sul quale era sondato il governo dei longobardi contribuì non poco alla divisione dei terreni che ebbe luogo nel ducato di Benevento. Tutti coloro ai quali furono dispensati beni sondi, sia che fossero ottimati, sia ingenui, erano astretti a proprie spese ad impugnare le armi per la comune difesa, quando stringeva il bisogno. La dignità ducale era elettiva, e nel conferirla consisteva la principale delle attribuzioni della generale Dieta ducale, a cui prendean parte i Conti, i Castaldi e tutto il popolo.

I longobardi, vogliosi oltremodo di estendere il loro dominio, e di raddoppiare la popolazione in tutte le contrade ove presero stanza, ammisero per principio di assegnare anche agli stranieri una parte dei terreni conquistati, e perciò intesero sempre a impedire a tutt’uomo la migrazione. E a riuscire nel loro intento usarono grande umanità coi servi, ai quali concedeasi di farsi mariti, e di possedere un loro particolare peculio. E in prova della loro benignità coi servi, basterebbe rammentare la legge per la quale al padrone che avea fatto sconciare una serva incombeva l’obbligo di pagare tre soldi d’oro. E per tal modo all’antica servitù domestica, che apportò tanto biasimo e vitupero ai greci e ai romani fu sostituita la servitù della gleba.