Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/252

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ventani avessero conquistato Ceccano nella Campania romana meridionale, il qual fatto sarebbe stato contemporaneo alle imprese del re Astolfo.

Questi, compiuta la conquista delle provincie orientali, volse le sue armi vittoriose contro il ducato romano, e pose il campo sotto le stesse mura di Roma, chiedendo che i romani pagassero un tributo annuale, e che riconoscessero la sua suprema autorità. Il papa Stefano II, successore di Zaccaria, non potendo rimuovere Astolfo dai suoi divisamenti, mosse per la Francia, ove acquistatasi la benevolenza di Pipino, coronandolo re, lo indusse a discendere in Italia per proteggerlo dalle armi di Astolfo, e si fece promettere la restituzione de’ patrimonii della chiesa, che erano stati occupati dai longobardi nelle diverse contrade d’Italia, senza escludere nelle sue pretese, nè l’Esarcato e la Pentapoli, nè il ducato di Benevento.

Astolfo, vinto agli sbocchi de’ passi di Susa, e stretto dì assedio in Pavia, invocò la pace dal vincitore, promettendo di riconoscere la supremazia dei branchi, di rendere Ravenna e le altre città al Pontefice, e di non più invadere il territorio romano. Ma tuttavia non disanimato dal primo insuccesso, appena Pipino rivarcò le Alpi, si negò di eseguire il trattato, e di restituire al papa le città romane; ed anzi nella primavera dell’anno 756 allestì il più numeroso esercito che gli fu possibile; e mosse su Roma, bramoso di espugnarla, e dar fine alla guerra col menare il papa prigioniero in Pavia.

Anche i beneventani presero parte a quell’impresa, e mentre il re assediava dal lato orientale la città, i beneventani si accamparono a mezzogiorno, e propriamente davanti le porte di S. Paolo e S. Giovanni. Ma, tuttochè i suoi dintorni fossero devastati, la città di Roma non. cadde nelle mani di Astolfo. Questi dopo tre mesi ebbe a levare l’assedio per difendersi da Pipino, che, incitato dal papa, avea nuovamente superate le alpi. Astolfo, vinto nuovamente, in battaglia, tornò a chiudersi in Pavia, ove, vedendosi assediato aspramente da Pipino, promise per la seconda volta di