Pagina:Isocrate - De' doveri del sovrano.djvu/24

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sentato e non contradetto dalla generalità de’ sapienti. A formare poi sicuro giudizio de’ tuoi consiglieri esaminane la condotta allora specialmente quando urge il bisogno del loro avviso e sbarazzati di tutti quelli che si avviluppano nelle ambagi e si tengono sulle generali; e rifiuta principalmente coloro che avvolgendo il lor dire in molte parole 1 mai afferrano il vero punto della questione. In fatti niuno dubita che colui il quale è inutile a se non sia mai abile a rendere più saggi gli altri. Gli uomini poi di sano intelletto e di retto sentire, validi a lanciarsi coll’ingegno più lungi degli altri, abbi in grandissimo conto ed onorali, persuadendoti che un savio consigliere è il fondo più fruttuoso ed il più degno di un Rè. Convinciti altresì che sarà cagione di massima prosperità al regno quegli che più potentemente sovvenirà alla tua mente illuminandola.

Io ti ammonii e resi omaggio per quanto era nelle forze del mio ingegno. Ora devi tu desiderare che anche gli altri ti offrano non i soliti doni, di cui ti parlai in principio, e che voi Rè acquistate dai donatori a più caro prezzo de’ trecconi, ma doni della specie di questo mio, de’ quali se abitualmente userai non peggiorerai di condizione consumandoli, ma per lo stesso uso renderai più estesi e preziosi.

  1. Com’è carattere de’ grandi spiriti comprendere in poche ed ordinate parole molte e grandi cose, così al contrario i piccoli spiriti hanno il dono di nulla dire in molte parole — (La Rochfoucold).