Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/183

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
144 Dell'Historie de' Galli Senoni.

l'italia, in ogni più lodata professione, famosa. Del che havendo piena informatione il Sommo Pontefice URBANO VIII. publicò anco à favor suo il Decreto, in cui dichiarolla, insieme con Urbania, Cittade: ordinando che il Vescovo fosse ad amendue commune. E per levare le liti, che trà questi popoli suscitar potessero di maggioranza, volle che il medesimo Vescovo, una metà dell'Anno in ciascheduna di esse con gli suoi Corteggiani facesse la residenza, come pontualmente si essequisse.

D'Eroi questa Città è stata sempre gloriosa Madre si nell'armi, come nelle lettere, nelle prelature, nella pittura, & in ogni altra honorevol professione, havendone in varij tempi infiniti prodotti, come le carte parlano de' gravi Autori, e de' lor monumenti le pietre scritte. Da cui più che ogni altro celebrato viene Matteo Grifone, il quale nel quarto secolo dopò il millesimo vivendo, non men Sant'Angelo, che l'Italia tutta gloriosa rese con le sue heroiche attioni, havendo non solo de' Venetiani sopra l'armi havuto il general commando: mà d'ogni altro potente Prencipe trà Christiani guidò gli Esserciti nelle più perigliose imprese, e sempre reportatone gloriosa vittoria. Questo si come in Crema stabilì la casa sua, che hoggi camina al pari delle più nobili d'Italia; così nella Chiesa de' Padri Predicatori della medema Città volle, che l'Urna delle sue ceneri si conservasse, sopra di cui la seguente iscrittione à lettere maiuscole leggesi; ove de gli di lui Elogi si raccoglie un breve compendio.


Matheus iacet hic Latijs
notissimus oris Griffonum
quae decus Angele Sancte
iacet, quo Duce Pontefices
vestros sudistis & hostes
sforzigine, Thrusci Dux, Pice-
niae simul mox etiam Tur-
nus peditum, quia presuit illi
Marcus, ubiq; potens
signa ferenda dedit.