Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/7

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Del medesimo.


Ecatteo per patria Milesio & hebbe per Patria Egisandro. Nacque nel tempo che mori Cambise per cedere l’Imperio à Dario, e fù il primo che scrivesse Istorie in prosa. Demetrio Falereo fà di lui mentione nella Particella XIV. della prima parte del suo Libro de Elocutione: e serva questa notitia in chiarificatione del seguente secondo Anagramma, fatto dall’Autore al P.Inquisitor Cimarelli, suo Cordialissimo Amico, e Signore.


Il Padre Maestro Inquisitore Frate Vincentio Maria Cimarello.


Qui ammiri rinat’ un Milesio Ecatteo per far le

Storie à Corinaldo.


Il Milesio Ecatteo frà i Greci visse
   La ne i Secoli antichi, e fù ’l primiero
   Che de l’humane attioni il certo, e ’l vero
   Con Penna generosa in prosa scrisse
Te novello Ecatteo crear prefisse
   Il Ciel, non men del prisco in dir sincero
   Fello: e tu per dar fine al bel pensiero
   Le tue potenze, in far l’Istorie hai fisse.
Nè s’ei parlò del Mondo, à lui secondo
   Sei tù di pregi, ò men di genio esperto.
   Per ch’à te CORINALDO è un picciol Mondo.
Anzi il vinci, ò VINCENTIO, e che sia certo
   Sterile ei fù di Stil, tù sei fecondo;
   Primo di Penna ei fù, tù sei di Merto.