Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/190

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170 illustri italiani

di là dai termini indicati da Tolomeo, trovansi l’Islanda, la Norvegia e la Russia, oggi conosciute, e verso cui ogn’anno si spediscono vascelli, benchè il mondo sia così scempio da credere non si possa navigar per tutto, attesa la configurazione del globo».

Ecco le autorità, ecco il sunto delle cognizioni geografiche d’allora. Sul mappamondo di Behaim l’America non è indicata; ma essendo mal calcolate le generali dimensioni della terra, minore riesce il vuoto al posto di essa, in parte occupato dal continente asiatico, giacchè il Giappone sta a dugentottanta gradi, invece d’essere a cencinquanta. Per arrivare dunque dalle Azzorre in Asia per l’occidente non credeasi aver a percorrere che metà della strada vera.

Oltre ciò, in quello spazio son notate due terre, una verso il 330°

    tenir quel modo ad vuj pari piui expedientie alla materia, et condur quella al desiderio nostro. «Ceterum ve imponemo che debiate comunicar questa causa importantissima cum tutti quelli signor et mercadanti che a vui parerà poter zovar alla materia, et maxime a quelli che ne senteno maleficio, instandoli et solicitandoli alle provision come a loro parerà più a proposito, et maxime faccino lofficio cum el Signor Soldan, per indurlo più facile alli rimedij; et afine questo nostro ricordo habia più efficatia ve habiamo facta nuova lettera de credenza al Signor Soldan, la porete adoperar come a vui parerà. Ve havrmo dicto quelo ne occore. Vui sete sopra el facto; se riportamo alla prudentia vostra operar tuti quelli rimedij che a vui pari esser più facili alla materia. «Ve habiamo dicto de sopra et commesso che dobiate comunicar questa materia cum tuti quelli signori et mercadanti, che ve parerà ben a proposito per ben condurla iuxta la intention et desiderio nostro. Niente de manco, perchè la cossa è de grandissima importantia et sopra tutto merita profondissima credenza per i respecti ben noti alla prudentia vostra, però remettemo in vostro arbitrio de parlarne et non parlarne cum quelli, come a vui parerà, advertendo sempre che la proposilion et instantia nostra remangi secretissima, ne se intendi da altri per i respecti predicti». «Di 23 votanti, 6 pel no». Non apparirebbe da qui che i Veneziani avessero proposto al Soldano il taglio dell’istmo; ma si contentavano a consigliargli di suscitare difficoltà ai Portoghesi, e diminuire il prezzo alle spezie. Neppur ottenendo questo, i viaggi marittimi all’India si sarebbero interrotti per sempre. Ben vuolsi ricordare che la vittoria degli Egiziani, nel 1508, poco mancò non rovesciasse la fortuna dei Portoghesi; e se non era la costanza di Almeida, il quale vendicò il figlio e la patria colla vittoria di Diu, il maligno consiglio de’ Veneziani avrebbe probabilmente trionfato. Ma mentre questi pensavano impacciarli, i Portoghesi continuavano i viaggi, allargavano i traffichi, e gettavano le fondamenta della signoria loro nell’India. I Dieci colla giunta delle Spezierie ricevevano consigli opposti da Lisbona e dal Cairo, e agli agenti di Por-