Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/209

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cristoforo colombo 189


«21 e 26 ottobre. Prima d’andare alla città di Quinsay sulla terra ferma per consegnare al Gran Kan le lettere delle Altezze Vostre, io vado alla grand’isola di Cuba, ove i miei Indiani dicono che si fa commercio sterminato, che v’ha in abbondanza oro, perle, spezie, grandi navi e mercanti. Cose meravigliose contano di Gipango, e sulle mappe da me vedute ella è situata appunto in questi contorni».

E Gipango credette Guba, anch’essa pomposa di lussuriante vegetazione, di fiori e frutti e uccelli sgargianti di fulgidi colori. — Io non ho visto mai sì magnifiche cose; le rive del fiume sono un paradiso, ch’io non me ne so spiccare. Non so donde m’abbia a cominciare il mio giro; gli occhi miei non si saziano de’ nuovi alberi; i fiori della spiaggia ne tramandano un olezzo così giocondo e soave, che nulla potrebbe meglio deliziare l’olfato» (17 e 19 ottobre). Così dimenticando per un istante i suoi sogni d’oro, s’inebria delle bellezze della natura e incantato esclama come il pastor di Virgilio: «Vi si potrebbe consumar la vita» . Allo spettacolo del giorno succedevano le notti, così magnifiche sotto i tropici, ove scintillano senza ingombro le stelle sovra gli olezzanti boschetti in perpetua serenità. E dappertutto Colombo vedeva l’India, e le spezie e l’oro; e i nomi indicati dai selvaggi strascinava a corrispondere a quelli riferiti dai viaggiatori. Lo strano è che nessuna cosa valse a disingannare Colombo, il quale fino alla morte s’ostinò a credere d’esser nelle Indie.

Il 2 novembre manda uomini esperti per consegnare le sue credenziali a questo re immaginario: ma i messaggieri tornando riferiscono non aver nulla incontrato che somigliasse alla capitale d’un vasto impero. Avevano trovato molti abitanti, che tutti usavano certe erbe secche, chiuse entro una foglia pur secca, che accendevano da un’estremità, e dall’altra, messa in bocca, aspiravano il fumo e le chiamavano tabocos. Erano i sigari. —

Io spero, la Dio grazia, che le Vostre Altezze si risolveranno presto a mandar qui persone devote o religiose per riunire alla Chiesa sì vaste popolazioni, e che le convertiranno alla fede al modo stesso onde distrussero quelli che non volevano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

21 novembre. Era opinione de’ fisici che i paesi più caldi generassero i metalli più preziosi; onde dal vivo calore provato alla punta meridionale dell’isola di Cuba egli induce che deva esservi l’oro a pale nel paese da lui percorso.