Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/228

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208 illustri italiani

siderevoli rivi, tutto infine è tanto meraviglioso, che non v’è paese sotto il sole, che possa insieme offrire un più bello aspetto ed un più fertile terreno». E nella relazione del terzo viaggio: — Costoro fanno uso del mais, ch’è una semenza contenuta in una spica come quella del grano. Io ne ho portato in Castiglia, dove ce n’è di molto: ma pare che gli agricoltori tengano questo per d’assai migliore; tanto a que’semi annettono pregio».

Coloro che il tacciarono d’avidità per le minuzie eoonomiche cui scende nelle lettere a suo figlio Diego, non rammentano a che strettezze l’avesse ridotto la turpe sconoscenza della Spagna; e come al figlio stesso raccomandi di valersi delle ricchezze sperate per mantenere quattro, poi più professori di teologia ad Haiti, e fabbricarvi uno spedale, una chiesa alla Immacolata con monumento marmoreo, e di deporre nel banco di San Giorgio a Genova fondi che s’accumulino per l’impresa di Terrasanta se mai i re non vi pensassero, o per soccorrere il papa se uno scisma ne minacciasse il grado e i possedimenti. Chi poi vorrà ridere se con quell’oro sperava trar molte anime dal purgatorio? Chi vorrà ridere del creatore di un nuovo mondo, se, col far mostra di ricchezze, sperava inanimare gli Spagnuoli a continuar nella conquista del paese che gliele aveva date? E questo intento era così generoso e disinteressato, che avendogli i re offerto ad Haiti un possesso largo 23 leghe e lungo il doppio, col titolo di marchese o duca, ricusò perchè la cura di questo l’avrebbe distratto dal pensare tutta a l’India.

Vedendo uscirsi di mano il viceregno delle Indie, più si fissava sulla liberazione del Santo Sepolcro. Oltrechè lo spirito, che aveva animato le crociate, mandava ancora qualche scintilla nella Spagna, Cristoforo, nella lettura dei Profeti, di cui era passionato, riscaldava la propria immaginazione; credette che lo Spirito Santo lo chiamasse a rialzare il monte di Sion, e compose un volume di poesie sacre nell’intento di infervorare lo zelo religioso dei re cattolici. Ne’ frammenti che ce ne restano non trovo nulla che riveli il carattere particolare di lui, consistendo solo in passi d’autori sacri, verseggiati da una mente devota.

Allora si divulgò nella Spagna che Vasco de Gama aveva pure trovato la via delle Indie pel capo di Buona Speranza, nè altro si parlava che delle ricchezze onde tale scoperta colmerebbe Lisbona; talchè Fernando ne divenne geloso. Questo accidente rimise lo spi-