Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/230

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210 illustri italiani


È impossibile dipingere più fedelmente un temporale sotto i tropici. Su questa riva, ch’egli prendeva pel Chersoneso Aureo, avea messo uno stabilimento per esplorarne le ricche miniere: ma gl’Indiani infuriati lo avevano bruciato, e strozzato molti Spagnuoli; orde innumerevoli scagliavangli contro grida di morte; bisognava fuggire, e intanto il mare flagellava la riva con montagne spumose, e il vento infuriava. Colombo allora parve vie più concentrarsi nella fede, e trovare in visioni superne quella consolazione che il mondo gli negava. — Oppresso (egli scrive) da tanti mali, io m’ero addormentato, allorchè intesi una voce tra di rimprovero e di pietà: «Uomo insensato, lento a credere e a servire il tuo Dio! che fec’egli di più per Mosè o per Davide suo servo? Dal tuo nascimento t’ebbe sempre la maggior cura: giunto a convenevole età, ha fatto maravigliosamente risonare del tuo nome la terra; le Indie, sì ricca parte del mondo, a te ha concedute, lasciandoti arbitro di farne parte a cui ti piacerebbe: le ardue barriere dell’Oceano ti furono aperte: a te sottomessa un’infinità di paesi; reso famoso fra’ Cristiani il tuo nome. Ha forse fatto di più pel gran popolo d’Israele, traendolo dall’Egitto, o per Davide di pastore alzandolo re? Volgiti pertanto a lui, e riconosci il tuo errore; chè infinita è la sua misericordia. Se resta a compiere qualche grande impresa, non fia ostacolo l’età. Abramo non passava cent’anni allorchè generò Isacco? e Sara era forse giovane? Tu ti prostri di cuore, e chiedi a gran voce soccorso. Rispondi: chi ha cagionate le tue afflizioni, le tue sì vive e reiterate pene? Dio o il mondo? Dio non t’ha fallito mai le promesse; nè, dopo accolti i servigi tuoi, disse tale non essere stata la sua intenzione, mal tu averlo compreso. Ciò che promette. Egli mantiene, e più. Quel che adesso t’avviene, è ricompensa delle fatiche da te sostenute per altri padroni. — Io ascoltai tutte queste cose come uomo semi morto, e non ebbi forza di rispondere a sì vero linguaggio. Il solo che ho potuto fare sì fu di piangere i falli miei. Quel che parlato m’avea, chi che fosse, terminò soggiungendo: — Non temer nulla! abbi fiducia! tutte codeste tribolazioni sono scritte sul marmo, nè mancano di ragione».

Poi gettando uno sguardo profetico sul paese da lui scoperto, soggiunge: — Il cassico di Veraguas possedeva molt’oro; io non credetti opportuno il rubarglielo. Fo più caso del commercio di questo scalo e delle miniere di questo paese, che non di tutto quanto fu fatto nelle Indie; ma un tal figlio non conviene affidarlo ad una matrigna.