Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/290

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270 illustri italiani

sto sbollì lo sdegno ne’ Côrsi; smaniati di vendicarsi, ormai risoluti all’indipendenza, risorsero, e per non ricadere sotto alla genovese dominazione, si esibirono alla Spagna. Ma questa era allora occupata ad acquistar Napoli, nè trovava decoroso il dar mano a ribelli. Ed essi, sperando far da sè, nel 1734 proclamarono una legge del regno e della repubblica di Corsica, elessero protettrice l’Immacolata Concetta, primati del regno Giafferi, Ciaccaldi e Giacinto Paoli.

Genova pubblicò una nuova amnistia, e propose vescovi d’Aleria e di Nebbio due Côrsi, il che da un secolo non erasi fatto. Ma presto l’isola torna in fuoco; il re di Sardegna e Maria Teresa d’Austria vi soffiano, prendono in tutela i rivoltosi, mandano armi, e adoprano gl’intrighi del conte Domenico Rivarola côrso e a servizio del re di Piemonte, nemico della patria, e che sostenuto dall’Inghilterra alleata di questo, snida i Genovesi: e sarebbesi assodata l’indipendenza se avessero saputo reprimer gli odj e le gelosie fra i tre capi, che invece sfogavansi in guerra civile. Giafferi, rimasto solo al comando, valse a rassettare, e dava ordine al governo, civiltà al paese, quando cadde assassinato per opera d’un suo proprio fratello, e ogni cosa tornò a soqquadro; pur i Côrsi perseverando alla difesa.

Qui un bizzarro accidente. Teodoro, barone di Neuhoff, nobile westfaliano nato in Francia, infervorato dalla lettura di Plutarco a un’ambizione irrefrenabile, gettossi alle avventure. Giovinetto combattè col romanzesco Carlo XII di Svezia; partecipò alla trama di Görtz per abbassare l’Inghilterra, poi ai divisamenti dell’Alberoni per rialzare la Spagna; era stato adoprato dagli Austriaci nel tentato sbarco in Inghilterra; da Law nella sua banca, donde vide i tesori accumularsi e dileguare con magica rapidità. Mandato a Firenze come residente per Carlo VI, vi trovò alcuni Côrsi che avea conosciuti mentre stava per debiti prigione in Genova, e che allora faceano il solito uffizio de’ fuorusciti, mestare alla liberazione della patria, e credere che a ciò potessero condurre i mezzi più avventati. Facilmente s’indussero a prenderlo come capo, ed egli vi s’accinse seriamente. Chiesti invano sussidj a varie Corti, ricorre a due uomini di somma intrepidezza; Ragoczy principe transilvano, ch’era stato a un punto di sottrarre all’Austria il suo paese; e l’avventuriero conte di Banneval, che col nome di Acmet bascià era divenuto potente presso il sultano Mahmud: e combinano un gran disegno per sovvoltare tutta Europa. Falliscono; ma Teodoro, sostenuto in secreto dalla Porta