Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/297

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pasquale paoli 277

consente esca la guarnigione con armi, bagagli, bandiera e un cannone, e con gli onori della guerra; ma qual rimase quando vide uscir il solo Casella tra le due file, armato di spada, fucile e due pistole! Un fratello, veduto cadersi a fianco il fratello, lo leva dalla mischia lo porta alla chiesa, prega, l’abbraccia, e ritorna a combattere. Quando il vecchio Angelo Matteo Lusi, che in casa aveva resistito con dodici de’ suoi, cadde colpito da una palla, il figliuolo Orso Andrea, per non iscoraggiare i compagni, chiude il cadavere in camera, fìngendolo ferito, e col fucile insanguinato del padre respinge i Francesi: allora tornato, mostra ai parenti e alle donne il cadavere; e le donne e i parenti lo piangono, confortandosi che la morte sua fosse stata salvamento di tutto il villaggio. Un Francese, meravigliato di quel tanto soffrire, domandava: — Ma quando siete feriti, come fate voi, senza medici, senza spedali? — Moriamo». Uno ferito a morte scrive al Paoli — Generale vi saluto. Vi raccomando il mio vecchio padre. Fra due ore sarò con le anime di quelli che morirono per la patria».

Preti e frati incoraggiavano a difendere il paese, unendo fede e coraggio, amor di patria e religione, sopra i gemiti della battaglia ergendo l’inno della speranza, e servendo da scrivani, da ambasciatori, da pagatori. Il generale dei Francesi ne fece impiccare diversi, e due zoccolanti con l’abito, e un pievano tra due contadini. Mentre i Côrsi venivano a render l’armi al Maillebois, un colonnello francese lanciò ingiurie alla nazione e ad un frate, il quale d’un’archibugiata lo stese morto. Condotto sull’atto ad impiccare, intuona il Te deum, e lo continua sino all’ultima stretta del boja.

I morti per la patria erano commemorati la domenica alla messa. I vecchi e le donne incitavano al valore. Una chiedendo d’esser introdotta al Paoli, diceva: — Lasciatemi passare; io ho perduto tre figliuoli». Un’altra gli disse: — Mio figlio è morto in guerra; me ne resta un altro, e feci sessanta miglia per venire ad offrirvelo per la patria». Paoli attonito la abbracciò; e diceva: — Non mi sentii mai tanto piccolo come davanti a questa magnanima». Fra le donne non va dimenticata la monaca Rivarola, che dell’amico Paoli divideva e alleviava le cure e gli stenti; e scrivendogli dimenticava il sesso per occuparsi solo di politica e d’affari.

Più volte furono vinti i generali francesi, che non aborrivano dal ricorrere al tradimento e all’assassinio, e che erano sempre costretti a giustificarsi presso il loro Governo d’essersi lasciati sconfiggere da