Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/313

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napoleone 291

e così risparmiarsi l’unico rimorso che pesò poi su quell’infelice. Per ispirito di religione insorsero la Vandea e qualche campagna; Lione, che aveva conservato le consuetudini municipali, non si mosse che per abborrimento al Terrore; ed in generale le città erano tiranneggiate da pochi violenti, servili alle idee dominanti.

I migrati d’allora non furono migliori di quelli che dappoi vedemmo in tante cause; o migliori solo in quanto combatterono; ma uniti ai nemici del paese. Del resto non s’intendeano coi costituzionali dell’interno, mentre cospiravano coi nemici esterni: stavano separati dal grosso della nazione per orgoglio, mentre separavansi dal re perchè ragionevole: nulla tralasciavano di ciò che potesse irritare e infocar gli spiriti, mentre negligevano i provvedimenti di prudenza, necessarj per calmare e frenare un popolo colpito di frenesia. I principi coalizzati non osavano intervenire ad impedir i sanguinosi saturnali della Francia, mentre intervenivano per impedire alla Polonia di darsi, una costituzione saviamente liberale, che la salvasse dallo sbrano e dalla morte. Essi non venivano con disinteresse a reprimere il disordine e il delitto; ma gelosi fra loro, avidi d’acquisti, come chi raccatta in un naufragio. Nè la Corte nè l’aristocrazia sapevano calcolare i proprj interessi in modo da impor silenzio ai loro risentimenti.

A Luigi XVI sarebbe spettato frenare il movimento, ma il sistema antico avea disarmato la monarchia e snervato i re, allevandoli nell’idea di poter tutto e nell’abitudine di non far nulla. Tutto quel che di meglio proponeasi nell’89, Luigi lo voleva, ma non sapea se credere all’infallibilità del re come i suoi avi, o all’infallibilità del popolo come i contemporanei; e avendo sempre veduto l’autorità senza contrappeso, dacchè non potè tutto prescrivere, non seppe che subir tutto.

Maria Antonietta non era stata avvezza a riflettere nè a costringersi; ma venuta da una madre virile, allevata in una Corte di costumi semplici e puri, in seno d’una grandezza antica e rinnovellantesi, ereditaria e conquistata, aveva conservato lo slancio d’un’anima giovane e l’altezza d’un’anima regia. Amava il piacere ma innocente, gran novità a Versailles; gran singolarità che non le perdonarono i cortigiani libertini, nè i cortigiani devoti. Per gli affari non avea verun gusto, nè conoscerli si curò fin quando la sventura e il pericolo non la obbligarono ad applicarvisi: quando videsi sotto ai